Astrologia - il segno del TORO

Aggiornamento: 15 dic 2021

Caratteristiche del segno

Periodo: 20-22 Aprile – 20-23 Maggio

Governatori: Venere

Esaltazione: Luna

Caduta: Urano

Esilio: Marte e Plutone

Triplicità: Terra

Quadruplicità: Fisso

Polarità: Femminile

Segno Opposto: Scorpione

Casa: Seconda



Il Toro è il secondo segno primaverile, il primo dei tre segni di terra.

E’ un segno fisso, ciò significa che nasce quando la stagione è già avviata.



Il Toro è associato alla materia prima ed è assimilabile alla produttività della Terra-Madre.

L’osservazione della natura in questo periodo, ci permette di comprendere alcune delle funzioni ad esso collegate: come le piante per crescere hanno bisogno di affondare le radici nel terreno, così il Toro ha bisogno di sentirsi stabile. La stabilità, per lui, è poter avere a disposizione quelle sicurezze materiali che gli consentano la serenità.

Nel cammino dei segni l’Ariete ha dato l’impulso, il Toro comincia, ora, a dare la forma. Lui consolida, elabora e porta avanti ciò che l’Ariete ha iniziato. Questa funzione è da lui assolta grazie all’elemento al quale appartiene.

Il Toro, infatti, è un segno di terra(gli altri segni sono Vergine e Capricorno) e la terra, nel simbolismo astrologico, è l’espressione concreta e tangibile delle forze che governano la manifestazione. Tutto ciò che esiste sul piano fisico fa parte di questo elemento che, tra l’altro, è simbolo di fecondità.


La persona nata in un segno zodiacale di terra ha un buon contatto con la realtà materiale, non ama le astrazioni e conta più sui sensi fisici che sull’ispirazione. Proprio per questo ha bisogno di vedere e toccare per credere. Il Toro, meglio forse di altri segni, conta molto sui 5 sensi che, oltre ad essere per lui ottimi dispensatori di piacere, gli servono come termine di paragone.


Come segno zodiacale di terra, il Toro rappresenta la struttura base del nostro essere.E’ tutto ciò che ci appartiene sul piano materiale e psicologico.La materia rappresentata dal Toro è il nostro mondo materiale al completo: animali, piante, suolo sul quale poggiamo i piedi, le costruzioni nelle quali viviamo, il corpo fisico. E’ di sua pertinenza il denaro guadagnato con il proprio lavoro e quanto, di “tangibile”, si è potuto accumulare nel corso della vita.

IL SUO MOTTO Il motto del segno è: “ Io ho”, che significa essere consapevoli di ciò che ci appartiene sul piano fisico e spirituale. Per il Toro è importante dare forma e concretezza alle sue aspirazioni e ai suoi talenti, che nella grande economia terrestre dovranno, un domani, essere fruibili per altri e fruttuosi per se stesso. E’ chiamato, dalla legge naturale, a costruire abbondanza e lo farà attraverso il suo lavoro e la sua competenza. Si dice che il Toro ami “possedere”, ma dovremmo intendere questa sua aspirazione come un impulso a far suo ciò che lo attira, perché, di fondo, ama tutto ciò che è bello, piacevole da toccare e gustoso da assaporare. Non è raro che si dedichi a qualche tipo di collezionismo ed è frequente che questo suo bisogno di possesso si rivolga al denaro e agli affetti. Nel suo simbolismo troviamo le persone del nostro ambiente familiare: quelle che ci sono vicine alla nascita e ci accompagnano nel vivere quotidiano. Rappresenta il “clan”, ossia quel gruppo nel quale ci riconosciamo o il nucleo al quale apparteniamo. NASCERE NEL SEGNO DEL TORO Nel Toro incontriamo due tipi psicologici: quello denominato il “bue dell’aratro” e il “toro dell’arena”. Per il bue dell’aratro il suo vivere è un girare a vuoto nei pensieri e nei desideri di carattere fisico e materiale, si contenta di ciò che ha, non ha aspirazioni, ma dentro di sé è scontento e frustrato. Il toro dell’arena è quello che scalpita, attacca e si difende. Ha spirito d’iniziativa e ambizioni più elevate.Non si può negare che le persone nate in Toro siano dei gran lavoratori e difficilmente si fermeranno di fronte alla fatica e agli imprevisti. La loro tenacia è forte come il loro carattere, ma questa caratteristica, se mal vissuta, può creare dei blocchi nel pensiero. Proprio per questo qualcuno avrà difficoltà ad accettare vedute diverse dalle sue o a cambiare opinione quando qualcuno gli spiegherà, in modo esauriente, un diverso punto di vista. Un Toro ha bisogno di elaborare le informazioni che riceve e può metterci molto tempo prima di prendere una decisione. Infatti l’animale cui si riferisce è un ruminante, che, per nutrirsi, deve richiamare il cibo ingoiato. Nell’essere umano questa funzione è collegata a un’esigenza interiore di tornare ad esaminare gli elementi assimilati per meglio elaborarli e per farli propri. Chi nasce in Toro ha questa esigenza e, prima di far sua un’idea, vuole esaminarla più volte e da varie angolature, perché solo così riuscirà ad accettarla e “metabolizzarla”. LA MISSIONE DEL TORO

La persona che s’incarna nel Toro ha come impegno e progetto animico il rispetto e la valorizzazione del mondo materiale.Deve saper dare valore a quello che possiede: non solo sul piano fisico, ma anche su quello psicologico e spirituale.


E’ importante per lei comprendere che è lo Spirito che anima la materia e quindi tutto ciò che si riferisce ad essa è di carattere “spirituale”. Non c’è, quindi, nel suo programma, una demonizzazione del denaro o dei beni materiali, ma un riconoscimento della loro sacralità.

Il Toro deve capire che tutto ciò che la vita può offrirgli: affetti, oggetti, denaro, pur se utile e indispensabile per il suo buon vivere quotidiano, non gli appartiene ed è soltanto un “prestito” che l’Universo gli concede.


Il Toro ha, come sua missione, il difficile compito del NON ATTACCAMENTO, ossia quell’arte che insegna come poter gestire le ricchezze che la vita dona senza rimanere invischiati nell’ingordigia e nella bramosia del possesso. Difetti tipici del Toro possono essere, appunto, la possessività vissuta sul piano affettivo e materiale.  


Il non attaccamento è ben spiegato dalla funzione fisica collegata a questo segno.

Il Toro, nel corpo, governa il metabolismo (è abbinato al 5° chakra: tiroide).


La digestione e l’elaborazione delle sostanze consentono al corpo di restare in vita, le stesse funzioni, sul piano sottile, permettono di assimilare l’esperienza e farla propria.

Se osserviamo come avviene la digestione, vediamo come qualsiasi elemento entri nel nostro organismo, per appartenerci (per diventare nutrimento), deve essere metabolizzato. Esso attraversa un processo di assunzione, distribuzione e eliminazione.

Tutto ciò che è ben assorbito nel corpo diventa sostanza.

Altrettanto avviene a livello sottile e tutto ciò a che arriva a noi e che assorbiamo attraverso la cultura, la spiritualità, il sapere, deve essere metabolizzato e messo di nuovo in circolo, perché per il corpo e per la mente, alla fine di ogni processo di assimilazione, c’è l’espulsione, e se questa non avvenisse ci sarebbe un “blocco”. 

Il Toro, quindi, deve essere aperto a ricevere e altrettanto aperto a restituire. 


II senso di attaccamento che alcune persone del Toro provano verso ciò che ritengono di loro proprietà (persone, affetti, denaro ed altro), crea uno forma di ristagno in loro, che non consente il libero fluire della personalità né un proficuo scambio di energie con le persone vicine.

L’astrologia esoterica dice che “il Toro è l’incarnazione del desiderio in tutti i suoi aspetti”.

Non riguarda soltanto il desiderio di benessere economico e fisico, ma comprende l’aspirazione spirituale di liberare se stesso (e gli altri) dall’attaccamento alla materia. 

A questo proposito dovremmo ricordare che il Toro ha un rapporto particolare con il Buddha che, si dice, è nato e ha raggiunto l’illuminazione nei giorni che appartengono a questo segno zodiacale.

Il Buddha insegnò che l’origine della sofferenza è l’attaccamento.



Il progetto segreto del Toro:

il piacere del corpo e della vita.

Il Toro ama godersi la natura, il cibo, il silenzio. Ha bisogno di sentire il proprio corpo, di nutrirsi, di sentire la passione, di riposare. Il segno semplice, affidabile, fisico. Ma quando il piacere della vita diventa più uno scopo che una risorsa, il Toro si ritrova a rincorrere qualcosa che non lo appagherà completamente, anche se lui è convinto del contrario.

Il Toro ci rimanda anche al concetto di recinto. La proprietà. Ciò che è mio separato da ciò che è tuo. Il mio corpo, la mia famiglia, il mio benessere, il mio cibo, le mie certezze.

L’ombra del Toro si fa tanto più vasta quanto più ristretto si fa quel recinto. Se arriva ad accumulare materialità e a perdere di vista i veri significati è sulla buona strada per annoiarsi a morte e non conoscere nulla all’infuori di sè stesso.


Il progetto del Toro?

Rispettare il mondo materiale, mantenendosi in equilibrio con esso. Dare valore alle proprietà e alle certezze tangibili, al corpo, al piacere, ma senza alienarsi dal resto. E senza dimenticarsi di partecipare attivamente alla complessità del mondo.


(cit.)


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