Astrologia - il segno dei PESCI

Caratteristiche del segno


Periodo: 18-19 Febbraio - 20-21 Marzo

Governatori: Giove e Nettuno

Esaltazione: Venere

Caduta: Mercurio

Esilio: Mercurio

Triplicità: Acqua

Quadruplicità: Mobile

Polarità: Femminile

Segno Opposto: Vergine

Casa: Dodicesima


Il segno dei Pesci è l’ultimo dei segni d’acqua (lo precedono Scorpione e Cancro) ed è l’ultimo dei segni zodiacali: il numero dodici. Con esso il cerchio zodiacale si chiude e l’Essere che aveva iniziato il suo cammino evolutivo dall’Ariete, arriva all’ultima tappa di questa sua esperienza e deve prepararsi a un nuovo ciclo di apprendimento.

Nell’avvicendarsi delle stagioni, il segno dei Pesci è presente nel periodo di passaggio tra l’inverno e la primavera. Si colloca nel mezzo di questi due periodi, quando un ciclo annuale si è svolto e sta per iniziarne uno nuovo, che coinciderà con l’equinozio di primavera: nel giorno in cui il Sole entra in Ariete.


Il passaggio nel segno dei Pesci è una tappa importante nel processo di crescita, appunto per questo è considerato un “segno di transizione”. In esso l’Individualità si trova in una via di mezzo. Ha percorso un bel tratto del suo cammino, ha acquisito consapevolezza e potrebbe iniziare un nuovo percorso, ma prima ha ancora del lavoro da compiere a livello interiore, che lo porterà a saldare i conti con un passato karmico, così da essere pronto per il nuovo ciclo di apprendimento che inizierà quando la Coscienza lo riterrà opportuno: forse nella prossima vita.


E’ considerato un segno di purificazione. Le esperienze che l’Io potrà fare sotto la sua protezione saranno formative a livello umano e utili per emendare o annullare gli errori accumulati nelle precedenti fasi di apprendimento.Forse non saranno facili da assolvere e potranno apparire fin troppo pesanti, ma la via scelta è quella del sacrificio e spesso è percorsa con un senso di grande accettazione.

Questo segno rappresenta l’Assoluto, in esso l’individualità non esiste, l’ego perde consistenza preferendo fondersi con tutto ciò che d’incorporeo lo circonda. Sa di essere energia pura e tenta di ricollegarsi alla Fonte da dove proviene. Questo desiderio dell’anima, nella vita pratica, potrà essere assolto nei modi che per gli interessati saranno più congeniali, seguendo un istinto che hanno ben sviluppato.

Naturalmente non tutti i nati in Pesci sono dei mistici, ma una vocazione spirituale alberga in loro ed è percepibile anche da quelle persone che sono distratte in altre occupazioni. Nei loro cuori è presente una voglia di trascendenza e questa meta è avvertita in modo più acuto che per altri segni.


L’ELEMENTO DI APPARTENENZA

L’elemento al quale appartiene il segno dei Pesci è l’acqua, non quella dei ruscelli, dei fiumi, degli stagni, che appartengono ad altri segni, la sua è quella degli oceani, del mare.

Nel mare finiscono tutti gli altri corsi d’acqua ed è popolato da tante creature e piante. E’ un elemento vivo, nelle cui profondità c’è silenzio, freddo e buio, mentre in superficie può essere pericoloso per le sue turbolenze.

Non è contenibile la sua acqua, né è possibile deviarla: è l’immagine della libertà. Una libertà che poco s’incontra con il significato che abitualmente diamo a questa parola perché corrisponde a leggi assolutamente naturali, cioè in ordine con la Natura dell’Universo.

A livello simbolico le acque marine, feconde e insondabili, a volte accoglienti e altre respingenti, dalle profondità non sempre raggiungibili, rappresentano il nostro inconscio personale e collettivo. In esse sono nascosti tesori e resti di passati splendori o di eventi disastrosi, ricordi di civiltà passate possono nascondersi nei suoi fondali. Ecco perché ricorda l’inconscio al quale sono affidate le nostre memorie.

Le turbolenze improvvise che fanno alzare onde altissime e distruttive, possono somigliare a certi atteggiamenti del carattere pescino quando, guidato da sensazioni e turbamenti, non sempre decifrabili o spiegabili, può essere indotto a comportamenti lesivi per se stesso e per i suoi rapporti affettivi.


La sua acqua così limpida da rispecchiare il cielo, che, visto all’orizzonte, sembra congiungersi con essa formando un tutt’uno, è un’immagine simbolica delle aspirazioni dell’animo pescino, che anela a rispecchiarsi con l’immagine del divino che serba dentro di sé.

Uno degli spettacoli più belli cui assistiamo è il Sole, che al tramonto scende nell’acqua del mare e da essa è accolto con la naturalezza con la quale un’amante accoglie il suo amato. E’ un rito di fecondazione questo al quale assistiamo e può indicare l’unione dell’Io Superiore con la coscienza.



L'IMMAGINE CHE LO RAPPRESENTA

L’immagine simbolo del segno dei Pesci è due pesci che nuotano in senso opposto, uniti tra loro da una cordicella. Essa è il simbolo dell’energia cosmica e ci ricorda, in modo stilizzato, il simbolo dello Yin e Yang (il Tao).

Il loro movimento è inteso di tipo circolare e intende il moto eterno dell’anima che s’immerge nella materia per tornare nel Luogo dal quale è discesa. Ricordano anche il moto circolare dell’universo con le sue sinusoidi, i suoi alti e bassi.

I due pesci che scendono verso il basso riguardano l’involuzione nella materia e la discesa nel mondo interiore (l’inconscio rappresentato dal mare). I pesci che nuotano verso l’alto rappresentano l’evoluzione, il superamento degli attaccamenti al mondo materiale e il ritorno al Principio Assoluto dal quale provengono.

Il laccio che li unisce è l’energia che collega queste due funzioni. Il mare nel quale nuotano entrambi è quello dell’energia universale e dell’inconscio (come già indicato).

Sul piano Esoterico il segno Pesci simboleggia l’Alfa e l’Omega: l’inizio e la fine di ogni cosa.


IL SUO MOTTO

Il motto dedicato a questo segno è il seguente: “io sono il paradiso sopra di me non c’è altro”.

Questo motto ci permette di comprendere la missione affidata al segno dei Pesci che è ritrovare in sé la luce dell’amore cosmico.

Ogni segno ha una sua particolare atmosfera, quella che appartiene ai Pesci è molto simile a una dimensione senza tempo nella quale c’è tutto e niente. Non ci sono confini nel suo spirito, che assorbe emozioni e sentimenti dal mondo esterno al quale riporta le sue stesse emozioni. Non crea barriere tra sé e gli altri la persona che nasce sotto la sua protezione, l’altruismo e la compassione la guidano, anche se, così facendo, rischia d’inquinare se stessa con energie che non gli appartengono.


NASCERE NEL SEGNO DEI PESCI

Abbiamo detto che il segno dei Pesci è un “segno di transizione”. Questa definizione ben si accorda con un aspetto del temperamento pescino, che può essere sfuggente come pochi altri e non per un suo voluto disimpegno nei confronti delle relazioni, ma perché non è facile, per chi nasce in questo segno, fare programmi o assumersi delle responsabilità. Non è nella sua natura, che come segno d’acqua è incapace di essere concreto, programmato e affidabile, come potrebbe esserlo uno di terra.

Il carattere dei Pesci è mutevole e la loro sensibilità li porta a mutare nell’atteggiamento e nel pensiero. Si lasciano influenzare dalle persone a loro vicine, dall’ambiente che frequentano o dalle loro stesse sensazioni e questo accade perché è difficile per loro trovare un’identificazione. Sono così fluidi e complessi da poter impersonare diversi caratteri.

Si dice che il loro temperamento sia la somma di tutti quelli dei segni precedenti, sicuramente è un’esagerazione, però si può tranquillamente affermare che la loro plasticità li rende particolarmente malleabili e capaci di assorbire dall’esterno ogni sorta di emozioni rimanendo così indifesi, coercibili e difficilmente interpretabili.


Hanno anche una grande sensibilità che li porta a cogliere le sofferenze altrui e a volersene far carico. Ma non tutti i nati in Pesci sono sprovveduti e molti di loro sanno come poter ottenere quello che desiderano utilizzando la loro capacità di sintonizzarsi sui pensieri degli altri.

Un aspetto del loro carattere difficile da comprendere è la passività: una sorta d’inerzia che li mantiene bloccati prima di prendere una decisione. Molto spesso preferiscono lasciar passare il tempo in attesa d’ispirazione e così finiscono per non decidere. Questo comportamento crea degli intralci nella loro vita che sarà piena di situazioni non portate a conclusione e va ad alimentare quel senso di rinuncia che esiste in loro. Potremmo ipotizzare che forse è il glifo del loro segno che influenza questo loro atteggiamento: quei due pesci che nuotano all’inverso l’uno dall’altro senza poter raggiungere alcuna destinazione.



LA MISSIONE DEI PESCI

Il segno dei Pesci ha il compito di sviluppare in sé un sentimento d’amore che tutto include: l’amore universale.E l’amore per tutto e tutti, un amore che desidera ricevere nulla in cambio perché si nutre del suo stesso sentimento. La compassione è la qualità richiesta per sviluppare questo tipo di amore e comporta la partecipazione totale e disinteressata al dolore dell’altro ma senza che ci sia un’identificazione con esso, che non sarebbe utile perché toglierebbe l’obiettività.

Quest’amore si esprime anche attraverso una quieta osservazione degli errori, libera da giudizi e valutazione. E’ soltanto osservare, intervenendo quando è richiesto e se veramente necessario, consapevole che ciascuno ha un percorso da fare e che, per superare i suoi errori e redimersi, ha bisogno di sbagliare e prenderne coscienza. Questo processo di crescita non può avvenire se chi gli sta accanto è troppo sollecito nel sostenerlo. La forte sensibilità, l’intuizione e il contatto con le energie più alte, potranno aiutare il nato in Pesci in questo suo arduo compito, favorendo in lui la percezione del momento giusto per porgere il suo aiuto.


Una qualità che appartiene ai Pesci è un sentimento di fede. La Fede che sperimenta il segno dei Pesci è quella che viene dalla certezza di appartenere a un grande organismo vivente, collegati gli uni agli altri e guidati da un’amorosa Saggezza. Non è una Fede basata su delle certezze granitiche, ma su delle sensazioni interiori che rinforzano le proprie convinzioni. Ci sarà anche, tra le persone nate in Pesci, chi sentirà il bisogno di aderire a una delle tante forme di credo religioso, ma il legame che saprà creare con il Divino sarà di tipo personale, libero da mediatori.


L’impegno richiesto a chi nasce in questa parte dello zodiaco, è saper accettare le sfide che la Vita gli propone senza lasciarsi travolgere dalle sue paure. Anche così compie un atto di fede.

Dovrà far appello alla sua forza interiore per prendere saldamente in mano le redini della propria vita, così da esserne padrone ed evitare che il tempo scorra senza che essa diventi fruttuosa.

L’amore incondizionato che dovrebbe sviluppare in sé per donarlo ai suoi simili, ha come primo obiettivo la sua stessa persona. Imparando ad amarsi e ad accettarsi per quello che è, sarà poi facile far tracimare questo sentimento nei confronti degli altri. Non si può donare ciò che non si possiede e non si trasmette vero amore se la prima persona amata non è se stesso.

Il sacrificio fa parte di questo tipo di amore, ma anche in questo caso non è richiesto un eccesso di abnegazione e di rinuncia ai propri diritti. Altrimenti può diventare un ricatto morale diretto alla persona verso la quale si rivolgono le proprie attenzioni o un ingiustificato affronto al proprio essere. Un atteggiamento tanto deleterio di certo non risolve un debito di retribuzione karmica tra due persone ma può aggravarlo.


Per la persona nata in Pesci che vuole assecondare la sua spinta evolutiva, è facile comprendere come l’amore incondizionato e il perdono delle colpe proprie e altrui sia utile per chiudere le porte con un passato da emendare e preparare la strada a quel salto di qualità che la sua anima si propone. La sua nascita in questo segno, ritenuto di transizione e perfezionamento, richiede un impegno costante verso i pensieri e desideri che dovrebbero emergere dalla sua interiorità: da quel punto di Luce che lo lega alla sua Fonte.


Il progetto segreto dei Pesci:

finalmente ci si rende conto di essere immersi nella coscienza. E con i Pesci si ha la possibilità di uscire, anche solo per un istante, dalla coscienza ordinaria per vedere cos’altro c’è. Empatia, gentilezza, immaginazione, le risorse pescine spingono oltre il muro del noto, delle buone maniere, delle frontiere psichiche per immedesimarsi in qualcosa di estraneo, ma che in realtà fa parte di sé. Essere capaci di lasciare perdere temporaneamente le faccende del mondo per occuparsi di bisogni più urgenti, più universali, più trascendentali. Ma quando i Pesci si lasciano andare troppo e dimenticano di vivere la complessità della quotidianità in nome di una realtà personale più confortevole, rischiano di assentarsi dalla vita più a lungo di quanto sia opportuno. L’assenza è la più grande ombra dei Pesci se il rifugiarsi in un mondo soggettivo è utile solo ad anestetizzare sé stessi da tutto ciò che c’è là fuori. Ed ecco che rimanere fissi davanti al televisore per ore, sfamare le piccole ossessioni, buttare giù l’ennesimo boccale di birra o addentare l’ennesima barretta di cioccolato diventano pura evasione, rimpiazzi senza significato a vuoti interiori.


Il progetto dei Pesci?

Abbandonare le certezze, lasciare che il mondo esterno non sia più al centro del palcoscenico della vita, ma allo stesso tempo integrare nel mondo soggettivo quella quotidianità, fatta di regole e di misura, che permette di mantenersi ancorati alla solidità della terra. (CIT.)


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